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via tecta

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archeologia

Chieti offre un patrimonio archeologico unico al mondo, essendo le sue antiche eredità storiche situate non solo in città, ma anche... sotto di essa.

Non perdete l'opportunità di visitare la città sotterranea con i suoi vasti ipogei.

mappa siti archeologici

mappa dei siti

archeologici 

​di chieti

Via Tecta

VIA TECTA (STRADA COPERTA)

Nei sotterranei del seicentesco Palazzo de’ Mayo, è presente la Via Tecta, un’interessante struttura ipogea ben conservata di epoca tardo repubblicana ed imperiale.
La struttura visibile consiste in un lungo corridoio in forte pendenza coperto con una serie di volte a botte in opus cementitium, lunga 45 metri e alta 4 metri e che assieme ai cunicoli collegati raggiunge uno sviluppo complessivo di 90 metri.

La Via Tecta, che attraversa in senso ortogonale l’antico tracciato della via Valeria, oggi Corso Marrucino, era un collegamento viario coperto (da cui deriva il nome Tecta) che serviva per il controllo della rete idrica, posta sotto il piano di calpestio della galleria, consentendo l’accesso attraverso cunicoli e tombini per effettuare ispezioni e manutenzioni.
Veniva così controllato il naturale deflusso delle acque tramite una ramificata infrastruttura idrica che probabilmente serviva per alimentare la cisterna delle Terme Romane.

 

[fonte: chietisotterranea.it]

​Ambiente ipogeo sotto il Palazzo della Prefettura

Nel sottosuolo del Palazzo della Prefettura, con accesso da una gradinata situata in Piazza Umberto I, si trova un grande ambiente ipogeo di epoca romana, originariamente di 60x30metri e di cui oggi resta ispezionabile solo una parte di 24x30metri, a seguito del crollo di Palazzo Valignani, avvenuto agli inizi del 1900, e che si trovava in corrispondenza dell’edificio dell’Ex Banca d’Italia, oggi sede temporanea del Comune di Chieti.
L’ambiente ipogeo prevedeva in passato un tratto che si estendeva anche al di sotto del Teatro Marrucino.
Ciò che resta oggi dell’impianto originario è un ampia sala pilastrata divisa in sette “navate” nel senso della lunghezza e di sedici “campate” nel senso della larghezza.

Le volte sono in calcestruzzo romano così come i muri perimetrali, questi, come i pilastri, sono stati successivamente ricoperti da mattoni.
La sua posizione centrale lungo la via principale della città, farebbe pensare ad un’area che era destinata probabilmente al mercato e i cui sotterranei servivano per il deposito di materiale e derrate alimentari e per la raccolta d’acqua.
Questa ipotesi sembra confermata dagli scavi svolti nel 2004 in Piazza Valignani*, davanti al Teatro, quando fu ispezionato anche un breve cunicolo che conduceva all’ambiente ipogeo.

 

Note: *Piazza Valignani è storicamente conosciuta dai teatini con il nomignolo “Lu Pozz” (il Pozzo) a testimonianza che in quella zona in passato vi fosse un punto di raccolta dell’acqua.

 

[fonte: chietisotterranea.it]

​ipogeo di via dei tintori

Nella zona di Porta Pescara, sono presenti una serie di cunicoli dovuti alla presenza un tempo di una cava di arenaria.
In corrispondenza del sottosuolo di Via dei Tintori (con accesso da Via Silvino Olivieri) infatti è presente un importante ambiente ipogeo con un lungo tratto percorribile.
Esso si ramifica in diversi cunicoli e gallerie, una delle quali, realizzata alla fine del 1800, si presenta rivestita da pareti e volte in mattoni molto alte.

 

 

Posizione: Via dei Tintori / Via Silvino Olivieri - Chieti

Periodo storico: fine '800

 

[fonte: chietisotterranea.it]

le terme romane

Situate nella zona orientale della città, risalgono al II sec. d.c., con accesso mediante una scalinata che introduceva in un corridoio obliquo elegantemente mosaicato a crocette nere su sfondo bianco.

Il corridoio immetteva in un atrio colonnato con pavimentazione musiva raffigurante Nettuno. Da qui si potevano raggiungere tre sale rialzate mediante le suspensurae che costituivano il calidarium.
 

Di fronte all'atrio quadrato vi era il frigidarium, con vasche semicircolari ricoperte di marmo e, sul fondo, una più grande.

Poco discosta vi è una quarta vasca, di cui si è conservato solamente il fondo rivestito in opera signina (particolarmente adatta per rendere impermeabili ambienti quali vasche e cisterne) e una parte del nucleo delle quattro pareti.

La zona orientale è andata distrutta per l'instabilità del terreno. Le Terme si avvalevano dell'acquedotto e di una cisterna.

 

Le terme erano decorate con preziosi marmi, e mosaici in pasta vitrea, nonchè statue e fregi. I marmi erano preziosi, di provenienza Greca e dell'Asia Minore, il che denota la ricchezza della città. Con il decadimento dell'età imperiale il centro abitato si restrinse e il luogo decadde coperto da terra ed erbacce.
 

Dell'impianto termale restano colonnati, murature e pavimenti musivi, in parte coperti da ripari protettivi, il tutto purtroppo, e non si sa perchè, non visitabili.

 

[fonte: romano impero]

Per saperne di più

cisterna delle terme romane

A ridosso delle Terme Romane vi è una cisterna di grande capacità, che ancora oggi si presenta ottimamente conservata, e che aveva la funzione di fornire l’acqua alle terme sottostanti.
Composta da 9 camere comunicanti tra loro, lunghe 60 metri e larghe 14, è probabilmente l’ambiente ipogeo più grande della città.
Questi vani erano strutturati in maniera da sopportare la pressione dell’acqua e del terreno tramite delle nicchie poste intorno ai 9 ambienti.

 

[fonte: chietisotterranea.it]

il teatro romano

E del Teatro Romano di Chieti? Ne vogliamo parlare? Molti ci passano ogni giorno davanti senza neppure degnarlo di uno sguardo... Da piccolo credevo fosse una grotta annerita dal fumo dei fuochi accesi dagli antichi. 
Poi l'ho conosciuto, scoperto, fotografato, amato! Pensate che, nel secolo scorso lo scavo e l'analisi dei materiali rinvenuti nella terra di riporto dello sbancamento della collina, fatto per costruire l'edificio pubblico, conteneva "resti di materiali ceramici relativi a una occupazione preistorica ma anche pertinenti ad abitati di tipo residenziali di I secolo a.C., chiaramente rasi al suolo prima dell’edificazione del teatro."(cit.danielemancini-archeologia.it). 
Le dimensioni della cava erano imponenti: 80 metri di diametro. Misure che hanno permesso di stabilirne una capienza di oltre 5000 posti. La posizione" fuori le mura " testimonia che l'antica Teate, nei suoi luoghi dediti allo svago dell'epoca, attraeva ed accoglieva anche la popolazione dei centri limitrofi! L'interno conserva ambienti alti, bui, dal fascino incredibile, impossibile non immaginare quegli antichi spalti, sopra la tua testa, oltre 2 mila anni fa pieni di gente. Le mura, in opus mixtum (opus reticulatum e opus lateritium), cingono, con uno splendido gioco di archi, la cavea ed in alto sorreggono parte degli edifici che si affacciano su questo piccolo, grande gioiello della nostra storia.

Stefano Fagnano

 

scavi archeologici in piazza san giustino

viaggio nella chieti sotterranea

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