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La Macchina del tempo

(The time machine)

 

I cambiamenti che il tempo ha portato alla città di Chieti immortalati in anctichi e moderni reperti fotografici messi a confronto, per mostrare anche alle attuali generazioni com'era la nostra città.

Chieti antica - nel repertorio fotografico di Massimo Rabottini

il Corso Marrucino

 di Massimo Rabottini


Corso Marrucino (ex Corso Ferdinando Galiani), è la via principale della città,va da piazza Trento e Trieste (piu’ conosciuta  come piazza Trinità), costeggia piazza Gian Battista Vico, prosegue in  piazza Gian Gabriele Valignani (piu’ conosciuta come “il pozzo”) e termina incrociandosi con Via Arniense, nel cuore del centro storico teatino. Dedicata ai Marrucini antico gruppo etnico di pastori guerrieri che fondo’ e rese grande la citta’ e stabilitosi dalle gole di Popoli alle foci del fiume Pescara. Costruito negli ultimi anni dell’800,tumultuoso periodo edilizio, per dare alla citta’ un arteria piu’ grande,piu’ lineare e piu’ lunga,su ispirazione dei boulevard francesi.

Ingloba in parte l’antica via romana Ulpia.

La si ottenne non senza sacrifici architettonici di rilievo, il piu’ importante  l’abbattimento del complesso monastico dei Domenicani (chiesa,chiostro,orto,giardini) che creava un imbuto rilevante. Su di esso si affacciarono antichi palazzi e i nuovi, simbolo di potere quali i giganteschi palazzo della Banca d’Italia e palazzo della Provincia.

Luogo ideale per passeggiate (che i Teatini chiamano “struscio” o “vasca”) e compere dove si affacciano e si affacciavano i migliori negozi della Provincia ma che ahimè con l’apertura dei centri commerciali sono sempre meno.

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la stazione ferroviaria elettrica

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Via Arniense

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il quartiere trivigliano

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Trivigliano è il quartiere che oggi viene chiamato S. Maria e ingloba la preesistente chiesa di S. Agata con il sobborgo di Porta Pescara.

Se ci si trova nel centro di Chieti e si vuole uscire dalla città, si può imboccare via Toppi, strada in discesa che lascia alle spalle il corso Marrucino e via Amiense. Dopo aver percorso solo alcuni metri di questa via (si è lasciata da poco la “Teate romana”) già si respira un’aria diversa, l’architettura delle case parla ancora la lingua del medioevo, una lingua mista tra latino volgare, normanno, svevo, angioino e, perché no, anche spagnolo. Siamo ormai nel grande ed antico quartiere di S. Maria che riunisce in sé i raggruppamenti edilizi di Porta Pescara, di S. Agostino, delle Crocelle, di S. Agata.

Quando si scende in via Toppi si ha l’idea di fare un “tuffo nel passato”, di entrare in un antico quartiere, specialmente vicino alla Torre de’ Toppi, (foto n. 5) che dà il nome alla strada, dove c’è attualmente la Farmacia Spatocco e, a destra, la scalinata che conduce alla prima Porta Piscarìa, oggi Porta Pescara, strada che portava, sin da allora, a quello che era il porto dei Marrucini: Aterno, oggi Pescara.

Ed è intorno a questo periodo all'incirca fra il XI-XII sec. che finalmente Chieti iniziò a riprendersi con la ripopolazione e con un primo ampliamento a Nord. Ed è a questo periodo che, a nostro avviso, risale la prima costruzione dei quartieri S. Agata e di S. Maria.

Ipotesi deducibile sia dal tipico assetto di tessitura geometrica dello schema viario, e della compattezza edilizia causata dalla produzione della fortificazione della cintura muraria di forma circolare, (anche questo tipico fattore di quel periodo nella formazione dei nuovi nuclei abitati secondo schemi difensivi), e sia dalla localizzazione che vedeva lo spostamento della città verso Nord cioè verso il mare laddove si erano organizzati i nuovi e più importanti collegamenti con il resto della Contea... A testimoniare comunque l’edificazione del nuovo "quartiere ’’ prima citato, che di fatto poi risulterà il più grande degli interventi urbanistici di quell'epoca, resta ancora oggi oltre la maglia viaria e i tipici lotti medioevali di forma rettangolare, la prima Porta Pescara.

La storia espresse molti dei suoi contenuti attraverso la morfologia del territorio caratterizzando certamente tutta la produzione urbanistica che si ebbe attraverso sempre chiari riferimenti a matrici culturali...

La necessità della difesa era quindi il carattere fondamentale di questi paesi ed attraverso questa matrice che poi svilupparono i loro schemi urbanistici... Ciò fece che rimpianto risultava estremamente compatto, arroccato ovviamente sui luoghi meglio difendibili, e organizzato secondo i sistemi di vita propri del mondo rurale.

L’ attuale Torre ghibellina de’ Toppi, a base quadrata, è della fine del XIV e/o inizio XV sec. (anche se la struttura iniziale della costruzione potrebbe risalire anche al XII-XI1I sec.) ed è, assieme al secondo cortile porticato con accesso da via dei Tintori, come si evince dal piccolo loggiato cinquecentesco, la parte più antica del palazzo nobiliare settecentesco Toppi-Sanità - con qualche influenza tipica dei palazzi napoletani - che ha compreso queste preesistenze. La Torre diventa il fulcro, il sito strategico attorno al quale girerà per diversi secoli la rilevante attività sociale, politica e culturale della famiglia Toppi.

 

[ Fonte: Il quartiere Trivigliano a Chieti di Raffaele Bigi - eDicola Ed.]

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